Meditazioni
07/05/2005
| 07 Maggio 2005 |
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“Poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro nelle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; cosi’ saremo sempre col Signore”. (I Tessalonicesi 4:17)
(La foto mostra il Grand Hotel di Losanna dove il fratello Branham tenne la colazione dei predicatori nel 1955, durante le campagne di guarigioni in Svizzera.) Cari fratelli, possa il Signore benedire riccamente ogni cuore affamato ed assetato della Verità. Essere “viventi” fino al ritorno del Signore, credo che sia il desiderio della maggioranza dei credenti. Poter dire che quando Gesù rapirà in cielo la Sua Sposa: io voglio esserci. Vorrei riflettere sulla parolina gloriosa di “viventi”. Secondo la mia umile opinione, il senso di questa parolina, non ha solo un significato di essere presente in vita quando avverrà il Rapimento. Ma ha un significato più esteso e profondo, cioè essere viventi in Cristo. D’altronde quando arrivera’ il Rapimento anche i peccatori saranno viventi, in vita, in quel giorno e ora che Dio ha prestabilito. Quindi a mio giudizio e’ un altro tipo di “viventi”, quando un uomo o donna nascono di nuovo dalla Parola di Dio secondo Giovanni 3:3,5 ricevendo la potenza di risurrezione come descritta in Romani 8:11 “E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali mediante il suo Spirito che abita in voi”.Quando un credente passa per questa Via tracciata dal Signore, allora egli è un vero “vivente” che attende il glorioso Rapimento con la Parola vivente che vive in lui. Amen!Il Signore sia lodato. Fr. Pietro D'Aloisio |